L’età moderna


I secoli dell’età moderna, dalla fine del Quattrocento alla fine dell’Ottocento, sono da molti storici definiti come l’epoca dell’espansione dell’Europa nel mondo in cui il vecchio continente, con le sue tradizioni, si è fuso con gli altri modelli di civiltà. L’Europa, super potenza mondiale, nella seconda metà del Cinquecento non era proprio un posto tranquillo poiché la religione, come in passato, era motivo di grande e feroce scontro …

“La Pace di Augusta (1555) con il principio del cuius regio eius et religio aveva sancito la divisione dell’Impero e la fine di ogni possibile restaurazione dell’universalismo cristiano. Nella seconda metà del ’500 i conflitti di natura politico-religiosa condizionarono non solo la politica estera degli Stati europei ma causarono guerre civili, portando alla ribellione e al distacco di territori contrari alla religione professata dal sovrano. Questo fenomeno, destinato a proseguire nel secolo seguente con la Guerra dei Trent’anni, mise in luce una profonda crisi degli Stati europei, combattuti tra la volontà di assestamento e le frequenti rivolte interne. In campo economico l’atlantizzazione delle reti commerciali aveva provocato una decadenza sempre più accentuata del Mediterraneo e dell’Italia, e l’ascesa di nuovi protagonisti, primi fra tutti l’Inghilterra e le Province Unite. La Spagna, dal canto suo, aveva imboccato la via del declino rinunciando a potenziare l’economia nazionale e diventando finanziariamente dipendente dalle colonie.” 1


Anche all’epoca si mangiava: noi “Sapiens” non abbiamo mai perso il vizio …
ahahahah … vi presento la ricetta originale di un piatto del 1500:

Frittata verde (XVI secolo)


Battanosi l’ova, e passinosi per un foratoro con un bicchiero di sugo fatto di biete, e spinaci, e un poco di sale, facciasi la frittata con butiro fresco senza esser rivoltata, acciò rimanga più tenera, ricolgasi solo con la cocchiara aguzza, e riducasi nella padella che sia tonda col piatto sopra quando sarà cotta, voltisi la padella sul piatto. Servasi calda con un poco di sugo di melangole sopra e zuccaro

(Bartolomeo Scappi, VI, 157).


Ingredienti
300 grammi di bietole e spinaci, 6 uova, 1/2 arancia, burro, sale, zucchero

Preparazione
Tritare le erbe e pestarle nel mortaio, poi stemperarle con un po’ d’acqua e filtrare il succo. Sbattere le uova e mescolarle con il succo d’erbe e un pizzico di sale. Riscaldare il burro e versare la mistura, cuocendo a fuoco lento per circa 15 minuti.
Impiattare la frittata spolverizzando con un pizzico di zucchero e versando sopra un po’ di succo d’arancia. 2


Un ingrediente di questa ricetta,
lo zucchero, mi ha incuriosito perché tendenzialmente io lo zucchero lo uso per fare i dolci, non la frittata … ma voi la conoscete la differenza tra lo zucchero bianco e quello di canna?
Continuate a leggere e troverete la risposta.

Lo zucchero non bianco (quello che chiamiamo “di canna”) contiene saccarosio tanto quanto quello bianco, che può essere estratto sia dalla canna sia dalla barbabietola. La differenza sta nel processo di raffinazione che, nel caso dello zucchero bianco, è molto più spinto e rimuove le tracce di melassa che conferiscono allo zucchero scuro il colore e l’aroma caratteristici. Come nel caso del miele, è vero che lo zucchero non raffinato contiene piccole quantità di minerali o molecole potenzialmente utili al nostro corpo ma, per beneficiarne, dovremmo mangiarne chili, cosa certamente non raccomandabile. 3


Il mio pensiero finale in questo viaggio nella modernità è che non bisogna essere estremisti nella fede (lo dice la storia) e neanche a tavola ma bisogna sempre usare il buon senso …


  1. AA.VV., L’Europa nella seconda metà del Cinquecento Tutto – Storia, Milano, De Agostini Editore, 2021. Edizione elettronica. ↩︎
  2. de Rubeis, Marco Gavio, Frittata verde Antiche ricette italiane. Verdura, frutta, erbe e fiori. Historical Italian Cooking , Milano, I Doni delle Muse, 2022, Edizione elettronica. ↩︎
  3. Viola, Antonella; Nucci, Daniele. Lo “zucchero di canna” è migliore dello zucchero bianco.
    Il cibo buono: C’è più gusto a nutrirsi bene, Milano, Edizioni Gribaudo, 2022. Edizione elettronica. ↩︎